Si sa, in inverno mangiamo tutti un pò di più, basandoci erroneamente sul conceto secondo il quale più fa freddo, più il nostro corpo ha bisogno di sostegno per affrontarlo: mai idea è stata più sbagliata.

Una revisione pubblicata da “Obesity Reviews” ha infatti informato i suoi lettori rispetto ai rischi legati all’eccessivo consumo di cibi durante il periodo invernale quando, chi per lavoro chi per studio, si tende generalmente a restare la maggior parte del tempo in ambienti chiusi e riscaldati, non spingendo il nostro organismo a ricorrere alla termogenesi: esso infatti tenderebbe a ridurre sensibilmente la sua necessità di produrre calore e, di conseguenza, la spesa energetica per farlo.

L’eccessivo comfort, infatti, ci tutelerebbe rispetto all’insorgere di alcuni disturbi legati al clima rigido, ma comporterebbe l’insorgere di altri come appunto il sovrappeso; in base al comportamento del nostro organismo “pigro”, dovremmo quindi  mangiare meno e muoverci di più, evitando soprattutto le bibite alcoliche che, oltre ad essere nocive, non ci riscaldano.

Tra le soluzioni possibili, ci sarebbe quella di aumentare la quantità o l’attività dei tessuti che hanno  capacità termogenetica, come il grasso bruno che, attivandosi con il freddo, produrrebbe termogenesi consumando calorie, anche se più semplice risulterebbe praticare un’attività fisica che porti alla trasformazione del grasso bianco in bruno grazie alla produzione di un ormone chiamato “irisina”.