Da sempre in antitesi e mai grandi amiche : la ristorazione e la tecnologia non sono mai andate molto d’accordo anzi. Due mondi opposti e paralleli che non si sono mai attratti particolarmente: la cucina fatta di improvvisazione e fantasia mal si concilia con la freddezza e la standardizzazione tecnologica.

A parte la cassa che emette scontrini ed il Pos nulla di tecnologico ha mai contraddistinto al cucina soprattutto quella italiana. Mentre la nostra vita quotidiana è rappresentata da oggetti-icona, social network e digitale la cucina rimane il regno indiscusso di posate, coltelli, piatti e pentole dove non c’è molto posto per hi-tech. Perché così tanti pregiudizi?

Certo è che essere tecnologici non è un dovere. Molti locali famosi in Italia e non solo hanno avuto la loro fortuna puntando su ambienti familiari e rustici dove un tablet o uno smartphone non avrebbero vita lunga.

La tecnologia è uno strumento, non un fine e per questo motivo cocept basati solo sulla tecnologia non è detto che rispecchino le esigenze normali del mercato della ristorazione.

Pochi locali di questo genere hanno particolare fortuna e spesso si presentano come delle semplici esperienze da parte del consumatore che una volta che ha consumato non è detto ritorni.