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Ci sono almeno tre alimenti che sono stati delle scoperte, nate in farmacia pur non essendo medicinali.

L’ 8 maggio del 1886, John Stith Pemberton, un farmacista di Atlanta, inventò la formula della Coca Cola, partendo da uno sciroppo di cola e caffeina, zucchero ed estratti vegetali, che bisognava diluire con acqua gassata. Si trattava di una bevanda preparata con foglie di coca, noci di cola, caffeina, alcune esenze e alcuni olii.

Inizialmente, il prodotto fu smerciato come rimedio per il mal di testa e per la stanchezza ed il primo nome che venne dato alla bevanda fu “Pemberton’s French Wine Coca”.

Non ebbe fortuna fino a quando la gestione del prodotto venne affidata a due avvocati del Tennesse che innescarono uno dei più grandi successi economici della storia, difatti la Coca-Cola cominciò la sua diffusione mondiale negli anni venti, trasformandosi in un business di grandi dimensioni, gestito dalla The Coca-Cola Company con sede a New York, e che comprende ulteriori bibite, meglio note col nome di bevande gassate, come la Fanta, la Sprite e altre.

Il dado da brodo è stata un’ idea, scaturita alla fine del Settecento, dal farmacista francese Antoine-Auguste Parmentier. Egli fu incaricato dal governo di provvedere all’ alimentazione dell’ esercito e propose come cibo le patate per le loro qualità nutritive ed estratti di carne, ma solo il primo alimento fu accettato.

A lui, infatti, si deve la diffusione della cultura della patata che, importata da poco dalle Americhe, fino ad allora era stata considerata un tubero velenoso, poiché era una pianta appartenente alla famiglia delle solanacee. Disdegnata dagli occidentali che anzi mangiavano foglie e si intossicavano.

Analizzandola, capì che poteva sostituire il pane, poiché scarseggiava durante la rivoluzione francese.

Un altro farmacista, Hippolyte Mège Mouriés, in seguito ad un concorso indetto da Napoleone III nel 1869, per la ricerca di una sostanza grassa meno costosa del burro e di più lunga conservabilità senza irrancidire. Egli riuscì ad idrogenare i grassi vegetali, creando la margarina, a cui diede il nome di oleomargarina.