“Non affezionatevi a cose che scompariranno e non insegnate ai vostri figli ad amare la natura se non volete che diventino adulti infelici”. Questo il secco ammonimento Jørgen Randers, padre del dibattito sulla sostenibilità ambientale.

Il nostro  futuro si prevede sempre più  urbano, denso e affollato, passeremo le nostre giornate  chiusi in appartamenti metropolitani, a smanettare tra computer, tablet  o altri mezzi  non ancora inventati per costruirci la nostra  vita virtuale.

Spazi aperti immersi, nel verde, distese di sabbia o acque del mare incontaminate saranno solo un misero ricordo, o da scovare in qualche angolo della terra.

«Gli esseri umani sono “a breve termine”, per ovvie ragioni genetiche, il che significa che siamo più interessati alle conseguenze immediate delle nostre azioni più che ai loro effetti a lungo termine», spiega Randers . «Tale indole si riflette inevitabilmente nel processo decisionale dei governi democratici: è impossibile che un politico suggerisca un sacrificio oggi in cambio di benefici incerti fra 60 anni o che gli elettori accettino aumenti di tasse e un forte governo centrale».

 

Dovremmo forse abituarci a vederla dalla Tv, magari in un documentario, quella realtà, vergine e incontaminata.  Secondo quanto sostenuto da Randers  sono pochi i Paesi in grado di sviluppare politiche a lungo termine e convincere  o meglio costringere  i propri cittadini a imboccare la strada più giusta tra questi,  la Germania e la Cina.

Per Renders la soluzione sta nell’  un’ élitocrazia ,  ovvero creare un gruppo di serie e oneste competenze formata da persone molto competenti, e non controllate dal Parlamento europeo.  Un governo tecnocratico capace di agire rapidamente, contrapposto alla democrazia partecipativa classica.

Ne è un esempio la nostra Italia che ha dovuto ricorrere ad un governo Tecnico, quello appena concluso di Monti o se semplicemente se pensa alla storia e ai suoi corsi e ricorsi  nella Roma di duemila anni fa governata,  dove per fronteggiare situazioni di emergenza, da dittature temporanee.