I grassi saturi non farebbero male al cuore, anzi ridurre l’introito di grassi nella dieta avrebbe paradossalmente aumentato il rischio della popolazione. Riducendo l’assunzione complessiva di grassi aumenta infatti l’apporto di zuccheri, i veri responsabili dell’aumento della frazione più nociva del colesterolo cattivo LDL, ovvero quella cosiddetta di ‘tipo B’, particelle piccole e dense contro cui anche le statine fanno poco.

Lo spiega Aseem Malhotra della Croydon University Hospital di Londra sul British Medical Journal. Verrebbero dunque smentite le teorie e le diete alimentari prescritte dagli anni ’70 sino ad oggi, iniziate con lo storico studio di Ancel Keys che evidenziò un’associazione tra colesterolo e rischio cardiovascolare.

Già un vecchio studio su Lancet mostrava che si dimagrisce di più con una dieta che contiene il 90% di grassi che con una contenente il 90% di zuccheri; un recente studio su Jama dimostra come le diete povere di grassi rallentino il metabolismo e aumentino le dislipidemie (sproporzioni dei diversi grassi nel sangue).