gelateria-slide2

Ormai è un dato di fatto: il cibo, a suon di like, suscita interesse. In televisione, sui libri e, ovviamente, sui social. Mangiare è da sempre un’azione condivisa, ma la natura conviviale del cibo è oggi amplificata dai social media.

Settanta programmi tv che raggiungono mensilmente circa 35 milioni di persone, 25mila food blogger, più di mille siti tematici e centodieci testate cartacee. In tale processo è cambiato anche il modo del consumatore di rapportarsi al cibo: attraverso app, video ricette delle aziende, per poi seguire con il passaparola o l’utilizzo di Instagram. Instagram, uno dei social network più amati e utilizzati, si rivela il canale perfetto per promuovere e diffondere contenuti food per le sue caratteristiche di creare storytelling attraverso immagini e video. Oppure Pinterest, creato per promuovere narrazione visiva: quando parliamo di cibo, le immagini sono strumenti davvero potenti che possono, da un lato, descrivere e presentare nel dettaglio un prodotto, dall’altro, evocare emozioni e sentimenti che ognuno di noi soggettivamente associa al prodotto stesso.

Grazie alla rete, oltre che alla crescita di sensibilità verso il tema, quella che si è costruita intorno al cibo è una cultura fatta di luoghi, immagini, riscoperte e creatività. Il risultato è la diffusione di una cultura del cibo sempre più ampia, che passa non più solo dai ristoranti stellati ma anche dalle esperienze quotidiane di chi vive il cibo come una passione, sia in termini di produzione che di consumo. È una cultura che diventa per tutti narrazione online, non solo testuale o video, bensì anche attraverso le immagini.