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Nutrirsi in gravidanza

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La nutrizione in gravidanza, ma anche lo stile di vita adottato durante l’allattamento possono alterare la programmazione del feto e del neonato attraverso meccanismi epigenetici. Attraverso l’analisi dei dati epidemiologici si è confermato che durante le prime fasi dello sviluppo prenatale (e postnatale), l’alimentazione può influenzare la suscettibilità a varie malattie in età adulta tra le quali il diabete, il cancro, l’obesità e le malattie cardiovascolari. Una dieta sana e bilanciata, cercando di preferire i cibi ricchi di ferro e folati, è indispensabile, soprattutto, durante la gravidanza. È importante mantenere un peso corporeo normale prima del concepimento, perché sia il sottopeso e sia il sovrappeso possono incidere sulla salute del nascituro. In generale: seguire una dieta contenente tutti i principi nutritivi; fare 4-5 pasti al giorno; mangiare lentamente per non avere quel senso di gonfiore addominale; bere almeno 2 litri di acqua al giorno, preferibilmente oligominerale, non gasata. Da preferire: alimenti freschi per mantenerne inalterato il contenuto di vitamine e minerali; carni magre e ben cotte; pesce tipo sogliola, merluzzo, nasello, orata cucinati al vapore; formaggi magri (tipo mozzarella, ricotta, crescenza, robiola); latte e yogurt, preferibilmente magri; verdura e frutta di stagione, ben lavata, ogni giorno. Da limitare: caffè e tè, preferendo i prodotti decaffeinati o deteinati; sale, preferendo quello iodato; zuccheri, preferendo i carboidrati complessi, come pasta, pane, patate; uova, non più di 2 a settimana e sempre ben cotte; grassi, preferendo l’olio extravergine di oliva. Da evitare: bevande alcoliche, in quanto l’alcol non essendo metabolizzato dal feto, si accumula nel suo sistema nervosi e in altri organi, danneggiandoli (la cosiddetta sindrome feto-alcolica).

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