Lei si chiama Lulu e dicono di lei che è «Sex and the City sposato con  Facebook», a causa del suo dell’irriverente potere dato alle donne nel giudicare – con ironia  s’intende – le caratteristiche degli uomini con cui hanno a che fare : amici, amanti, fidanzati, ex, compagni di studi e lavoro.

Non è una donna ma un’applicazione femmina  per smartphone (iOs e Android), nata alla fine del  febbraio scorso, quando arrivò negli Stati Uniti e in Gran Bretagna.

In  soli tre mesi dalla sua nascita e propagazione, e forte di 75mila download in tutto il mondo, inizia la rivolta dei giudicati, che scrivono e pretendono di venir salvati, per privacy, dai voti e dai commenti delle ragazze con cui sono usciti.

Tutti possono diventare vittima di Lulu dopo il primo appuntamento   la ragazza  può sbizzarrirsi infatti nel giudicare il suo compagno, dando voti alle sue caratteristiche.

Può addirittura  essere un ottimo metro di valutazione  per  chi trova ad avere a che fare con lo stesso uomo, può verificare la sua reputazione e andare preparata all ’ incontro.

Tra i parametri a cui dare un voto compaiono quelle fisiche, ma anche l’arte amatoria, la simpatia, e spesso si indulge sulle cose che più hanno colpito: quello che fuma come una ciminiera, l’altro che bacia da togliere il respiro e così via.

Per catalogare gli uomini si usano anche gli hashtag rubati a Twitter e ora anche a Facebook: così è più semplice ritrovare tutti quelli accomunati da una stessa caratteristica, bella o brutta. L’ironia regna sovrana: tra i tag più amati vi è #sweettomom (cuore di mamma) ma anche #crazyjealous (gelosone), #opensdoors (si ricorda anche di aprire la portiera), oppure #alwayspays (paga sempre lui) e si scherza anche su quel che possiede, come una #hotcar, o quel che sa fare, come #dudecancook (sa cucinare!).

Divertente ma fa discutere la questione privacy  poichè i profili delle donne che scaricano l’applicazione sono rigorosamente anonimi, mentre non è lo stesso per i maschi: ogni utente femmina può infatti caricare sul sistema foto e aprire un profilo dell’uomo incontrato, sincronizzandone i dati con il relativo diario su Facebook.

Ogni uomo avrà così la sua pagina personale su Lulu, in cui comparirà la media dei voti, il numero di visualizzazioni, e volendo sarà possibile fargli pubblicità, condividendo il suo profilo con le altre utenti. Che, incontrato dal vivo lo stesso uomo, potranno confermare i commenti o magari non essere d’accordo. Lulu può essere un ottimo  strumento di promozione a  farsi ben volere al primo appuntamento.

Anche se migliaia stanno scrivendo al responsabile dei dati personali dell’applicazione e-mail in cui chiedono la cancellazione della loro scheda. In alternativa, è nata anche una contro-app tutta maschile: si chiama LuluDude e permette, questa volta solo agli uomini, di gestire il proprio profilo decidendo se renderlo pubblico o meno.