5046049216_bb4d4319bc_oSono passati 14 anni dall’attentato terroristico alle Torri gemelle. Una data, quella dell’11 settembre 2011 che ha cambiato la storia e ha creato un divario tra occidente e mondo islamico. Oltre 2700 vittime persero la vita per mano di terroristi di Al-Qaida. Come ogni anno sono numerose le celebrazioni e le commemorazioni in programma a New York per non dimenticare quel drammatico giorno.   Ma c’è un aspetto che in pochi conoscono o considerano relativamente a quel dramma: le vittime indirette del crollo. Una grande varietà di effetti sulla salute, mentale e fisica, sono stati riportati nella letteratura scientifica. La gravità dell’inquinamento ambientale e la sua ripercussione sulla salute umana. Migliaia di tonnellate di detriti tossici si sono liberati nell’atmosfera, rilasciando oltre 2500 agenti contaminanti differenti, alcuni dei quali notoriamente cancerogeni. Amianto, mercurio, piombo, silicio, sono solo alcuni dei pericolosi composti tossici che si sono liberati nell’area sud di Manhattan. Gravi patologie respiratorie e persino problemi di sviluppo del feto. Secondo numerosi studi, infatti, l’inquinamento potrebbe aver determinato la nascita di bambini sottopeso. L’attacco al cuore dell’America ancora oggi continua a stroncare vite. Secondo i bilanci i casi di tumore, dovuti alle polveri respirate quel giorno, da allora sono stati tra 2500 e 3700. L’ultima vittima, poche settimane fa, è stata Marcy Borders, la donna soprannominata “Lady Dust” perché fotografata ricoperta di cenere subito dopo l’attacco alle Torri gemelle. La foto ha fatto il giro del mondo ed è diventata uno dei simboli della tragedia. Oltre ai defunti e ai feriti di quel giorno, migliaia di persone furono esposte ai fumi, alle polveri ed ai detriti causati dal crollo delle Twin Towers. Tutto ciò fa capire che la tragedia di quel giorno non si limita a quelle ore ma prosegue fino ad oggi e forse anche nei prossimi anni.