auto elettrica

La mobilità veicolare rappresenta l’attività che più di ogni altra caratterizza i moderni assetti urbani: rappresenta la seconda causa di emissioni di gas serra nell’atmosfera, contribuisce all’incremento del riscaldamento globale e dell’alterazione del micro-clima urbano, produce un sensibile abbattimento dei livelli di qualità della vita. Pertanto, la mobilità sostenibile è un obiettivo per molti Paesi. Arrivare ad un trasporto, sia pubblico che privato, che rispetti l’ambiente e non produca emissioni nocive con l’utilizzo di combustibili inquinanti come il petrolio. Un aspetto controverso relativo alla mobilità sostenibile riguarda l’atteggiamento nei confronti delle auto elettriche che potrebbero essere delle valide alternative di mobilità ad impatto zero. Si tratta di automobili a propulsione elettrica, per l’appunto, che utilizzano l’energia chimica immagazzinata in un serbatoio energetico costituito da una o più batterie ricaricabili. Tra tutte le opzioni tecnologiche in grado di assicurare una riduzione degli impatti ambientali del trasporto su gomma, la tradizione elettrica sembra essere quella con le maggiori potenzialità di successo nell’immediato futuro. Molti costruttori stanno iniziando a progettarle in grande quantità e a pensarne la produzione di massa. I vantaggi legati ai veicoli elettrici sono evidenti. I costi per chilometro sono in media cinque volte inferiori a quelli dei veicoli tradizionali ed il motore elettrico risulta tre volte più efficiente rispetto a quello a combustione interna. Tuttavia, nonostante i vantaggi economici, ambientali e le potenzialità tecniche, In Italia e in altri paesi europei il mercato delle auto elettriche stenta a decollare. I motivi che hanno impedito fino ad oggi la diffusione dell’auto elettrica su larga scala sono legati alla scarsa autonomia (40-60 km), alla mancanza d’infrastrutture e all’elevato costo delle batterie. L’avanzamento tecnologico ha già permesso di ottenere accumulatori con riserve di carica superiori a 150 km ma l’elevato costo delle batterie e la mancanza d’infrastrutture purtroppo permangono. Questione di pochi anni, probabilmente, e la società si troverà a misurarsi in modo nuovo con la mobilità.