Afghan man smiles for a photo

 

Nell’ultimo secolo, la speranza di vita è quasi raddoppiata. Nel periodo della terza età, l’alimentazione deve essere il più possibile finalizzata a evitare l’insorgenza delle alterazioni del metabolismo e delle malattie degenerative, quali l’obesità, il diabete, l’arterosclerosi e le patologie cardiovascolari. Oltre i 40 anni, la quantità di calorie e di proteine diminuisce gradualmente; un anziano ha un dispendio energetico giornaliero inferiore, e per evitare di affaticare l’organismo, l’apporto di calorie va ridotto, infatti, il suo pasto giornaliero deve essere composto da: uno leggero al mattino, un pasto principale (il pranzo) ed una cena leggera. L’invecchiamento provoca delle modifiche fisiologiche irreversibili come la debolezza o la caduta dei denti, la diminuzione dell’olfatto e del senso del gusto; esse influenzano negativamente la masticazione e la digestione, riducono l’appetito e spesso spingono all’uso eccessivo di sale o spezie. Le persone anziane, inoltre, sono a rischio di carenza di ferro ed è per questo che bisogna aumentare il consumo di legumi e carne rossa. Non solo, la muscolatura scheletrica diminuisce e, di conseguenza, diminuisce l’apporto di calcio, causando l’osteoporosi. Particolare attenzione si dovrà prestare all’acqua: a differenza dei giovani e degli adulti, le persone anziane non si accorgono di avere sete anche quando il loro organismo richiede acqua. È necessario bere, specie in età avanzata, per garantire la funzionalità renale, idratare la pelle, ammorbidire le feci e, quindi, ridurre il rischio di stipsi. L’acqua è un nutriente di cui non si può fare a meno, in quanto trasporta altri nutrienti quali i sali minerali in essa disciolti (sali di calcio e magnesio, fluoro, ecc.); occorre bere almeno un litro al giorno. In generale, essa è essenziale all’organismo perché è attraverso il suo utilizzo che avviene sia la digestione e l’assorbimento dei nutrienti, sia l’eliminazione con l’urina ed il sudore delle scorie azotate (urea e acido urico) che altrimenti si accumulano nell’organismo e sono causa di malattia. Utile è anche l’impiego di integratori alimentari, ma sempre e solo sotto il controllo medico.