la globalizzazione della qualità

La globalizzazione dei processi produttivi che ha preso piede da alcuni anni a questa parte ha reso necessario, sempre più, un controllo consistente, volto ad garantirne e certificarne la qualità. Data la vasta di gamma di attori coinvolti in questo processo di controllo e la moltitudine di modalità dell’applicazione degli standard in materia, è opportuno fornire una panoramica sulla natura e sull’ambito di rilevanza che questi possono assumere. La logica di presentazione seguita è quella che risponde all’espressione “dal più grande al più piccolo”, alludendo alla descrizione, prima, degli attori internazionali per, poi, arrivare a quelli nazionali, ossia, in questo caso, italiani. L’International Standard Organization è un organismo non-profit costituito a Ginevra nel 1947 allo scopo di coordinare ed unificare standard relativi ai prodotti industriali, tecnici e di misurazione. Costituita da 158 membri, tutti organismi di standard nazionali, l’ISO è una federazione di organismi nazionali non governativi. Tuttavia la sua natura può essere definita ibrida, in quanto gli organismi membri, responsabili dell’elaborazione degli standard a livello nazionale, in alcuni stati appartengono al settore pubblico, mentre in altri, la maggior parte, a quello privato. L’ISO, inoltre, collabora con alcuni partner, contribuendo in modo fondamentale alla standardizzazione a livello internazionale. Tra questi si possono annoverare l’International Electrotechnical Commission (IEC) e l’International Telecommunication Union(ITU-T), con i quali è stato siglato un accordo, il World Standard Cooperation (WSC), al fine di creare uan base condivisa per un’attività coordinata e di collaborazione. Anche l’Organizzazione Mondiale per il Commercio (WTO) ha firmato, insieme all’ISO, l’accordo Barriere Tecniche al Commercio, impegnandosi ad utilizzare e promuovere gli standard internazionali elaborati dalla federazione di Ginevra. L’ambito di produzione degli standard ISO è molto estesa, coprendo le attività tradizionali, quali l’agricoltura e le costruzioni, l’ingegneria meccanica, il trasporto, la strumentazone medica, la tecnologia dell’informazione e della comunicazione ed il settore dei servizi. La legittimazione degli standard ISO è rappresentata dalla diffusione del consenso, tanto da soggetti pubblici quanto da quelli privati, che poggia sull’ampiezza degli interessi rappresentati nell’elaborazione e dalla valutazione di convenienza a cui ogni singolo è chiamato. Anche se si tratta di standard volontari, infatti, questi sono ampiamente applicati e diffusi, diventando, in alcuni casi, addirittura, obbligatori.