La celiachia: l’importanza della diagnosi precoce

La celiachia indica un’intolleranza al glutine contenuto in alcuni cereali cosiddetti tossici e che tende a manifestarsi in soggetti predisposti geneticamente.

In passato era una malattia poco conosciuta ma negli ultimi tempi si è registrato un aumento esponenziale di casi tanto che è da considerarsi  come una delle malattie croniche più frequenti.

Spesso i sintomi restano a lungo silenti per cui esiste  un’alta percentuale di celiaci (circa l’80%) non ancora diagnosticati.

Tra le cause vi è senz’altro una predisposizione genetica; anche i fattori ambientali possono avere una decisiva influenza sia come protettivi che aggravanti.

Tra i fattori protettivi vi è un prolungato allattamento al seno; tra quelli aggravanti non vi è dubbio che la protratta esposizione alle prolammine può comportare un maggiore rischio di sviluppo di tumori e malattie autoimmuni.

Inoltre nella celiachia è presente anche una componente allergica.

Tra i sintomi più comuni ci sono dolorabilità addominale, diarrea cronica, calo ponderale, disturbi comportamentali, ciclo mestruale irregolare.

Una volta diagnosticata è necessario attuare una dieta priva di glutine; ciò permetterà al paziente di condurre una vita regolare.

E’ fondamentale, in ogni caso, che venga effettuata una diagnosi precoce per evitare l’insorgere di complicazioni come lo sviluppo di malattie autoimmuni, l’ ileite ulcerativa  e neoplasie dell’intestino che possono portare a conseguenze ben più gravi.

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