blue economy

Quello della Blue Economy è un tema di portata epocale, e cioè la riforma del modo di concepire l’ambiente, l’agricoltura, la produzione, i rifiuti in modo da far quadrare il cerchio di uno sviluppo sostenibile con il pianeta. Si tratta infatti di riprogettare tutto il modo di vivere e produrre copiando dalla natura, che non ha mai avuto bisogno di utilizzare combustibili fossili per produrre e smaltire tutto ciò di cui necessita, al contrario dell’attuale concetto di produzione, che sta depauperando il pianeta a scapito delle future generazioni. Gunter Pauli, l’economista belga ideatore della blue economy, non perde occasione per demolire uno dopo l’altro i pilastri su cui hanno poggiato i due principali sistemi economici degli ultimi anni: la red economy incentrata sul prodotto e ossessionata dai profitti, responsabile della crisi attuale, e la green economy che, imponendo costi salatissimi a consumatori e imprese, è rimasta appannaggio di piccole e facoltose élite. La Red Economy è un modello economico basato sul guadagno immediato che ha trascurato gli effetti collaterali come l’indebitamento dei consumatori e il prosciugamento delle risorse naturali. Con la Green Economy i prodotti sono realizzati con processi attenti all’ambiente e alle persone, ma che inevitabilmente sono costosi da ottenere e riservati ad una élite di consumatori in pochi paesi del mondo globalizzato. Punto debole: enorme costo sostenuto per rendere l’economia sostenibile, che di fatto, la rende non più grande di una nicchia per i paesi più ricchi. La Blue Economy, invece, prende ispirazione dal funzionamento degli ecosistemi naturali dove nulla è sprecato e tutto viene riutilizzato all’interno di un processo “a cascata” che trasforma i rifiuti di un ciclo in materie prime di un altro ciclo. I pilastri fondamentali della Blue Economy sono:

  • Business globale con consumi sostenibili e poco costosi per tutti
  • Prodotti e servizi realizzati senza sfruttare mano d’opera in maniera disumana
  • Senza l’uso di sostanze tossiche nei processi e nei materiali
  • Senza inquinare l’ambiente di oggi e quello di domani

Il problema da risolvere non è quello di generare meno scarti, bensì di non sprecare gli scarti prodotti, afferma Pauli invitando a guardare le cose da una nuova prospettiva: imparare dagli ecosistemi naturali. La blue economy non si accontenta di tutelare l’ambiente, ma intende spingersi verso la rigenerazione in modo tale da garantire risorse per tutti e sempre.