Il Tempo-rary: un concetto…da afferrare al volo.

E’innegabile quanto il nostro stile di vita sia oggi generalmente omologabile in qualsiasi parte del mondo in cui ci si trovi, sulla scia della concezione americana del “to catch the wave”, traducibile con il nostro afferrare l’onda, carpe diem, cogli al volo l’occasione, tutti concetti inerenti la velocità, il moto…la fretta.

Il tempo è notoriamente scandito da un orologio ma soggettivamente vissuto, in base ad impegni ed ideali, passioni e valori, fattori purtroppo sempre più a rischio estinzione se l’obiettivo resta quello di sopravvivere socialmente e stare al passo con le novità che prepotentemente si affacciano minuto per minuto nella nostra vita.

Al famoso lavoro “temporaneo”, così diffuso oggi tra i giovani, si vanno adattando nuove modalità di commercio, vuoi per sconfiggere la crisi che a lungo andare non la fa buona a nessuno, vuoi semplicemente per cavalcare quell’onda che ciclicamente ci troviamo a cavalcare sperando di raggiungere la riva nelle migliori condizioni possibili.

Dai lungimiranti addetti del Marketing ecco dunque che nasce e si diffonde sempre più il Temporary shop, un punto vendita tematico dalle ore contate, un luogo effimero che oggi c’è domani non si sa, il contenitore di quel desiderio che se non esprimi ed avveri adesso, chissà poi quando ti ricapita.

Preferite forse la geniale idea del “black Friday”, una giornata in cui i saldi raggiungono picchi così alti da dar vita a feroci risse scatenate da persone pronte a qualsiasi cosa pur di accaparrarsi l’ amato oggetto in vetrina, secondo quella logica del “tutto e subito” che pare nella nostra generazione esser diventata l’unica preghiera.

Chiediamocelo. E’ davvero il nostro sogno avere dei desideri a scadenza?

 

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