CioccolataLa speranza sulle proprietà dimagranti della “bevanda degli dei” proviene da uno studio tedesco. Il responsabile della ricerca, infatti, ha diviso 15 volontari in tre gruppi, differenziando la loro dieta: un gruppo, per tre settimane, ha seguito una dieta povera di carboidrati; il secondo, ha fatto lo stesso, ma aggiungendo 40 grammi di cioccolato fondente al giorno; il terzo, infine, non ha alterato il proprio regime, durante questo lasso di tempo, svolgendo così la cosiddetta “funzione di controllo”. Quanto emerso dallo studio è che il primo gruppo è dimagrito in modo più veloce rispetto agli altri, perdendo, circa, due chilogrammi e presentando livelli di colesterolo migliori. Fine della storia, verrebbe da dire a questo punto: il miracolo è compiuto. Peccato, però, che quanto letto finora corrisponda ad una strategia, sapientemente elaborata dal responsabile succitato. Proveniente da una formazione in campo biologico, l’ideatore di questo stratagemma è un giornalista scientifico, stufo di assistere ad un atteggiamento di pressapochismo del sistema massmediale, nei confronti della verifica delle fonti delle notizie che si intende diffondere. L’oggetto della denuncia del suo lavoro vuole essere, infatti, la superficialità con cui agiscono gli organi di informazione di massa, su tutti stampa e televisione, non ponendo la giusta attenzione nella verifica di notizie estremamente delicate, come quelle relative alla dieta, che, se diffuse, possono coinvolgere il regime alimentare, ossia la salute, di un’ampia fascia di popolazione. I dati illustrati all’inizio dell’articolo, infatti, sono tutti reali, ma la cura con cui sono stati verificati dai diversi editori, a cui è stato proposto lo studio, si è attestata pressoché su un livello inesistente. Da parte di questi ultimi, infatti, non è stata posta la minima domanda al responsabile, in materia di attendibilità e veridicità di quanto egli affermava. Allo stesso modo, i giornalisti che hanno contatto il responsabile dell’azione di denuncia non si sono addentrati in domande che non fossero quelle di rito. La pecca dello studio, in conclusione, è che il campione considerato è troppo esiguo per essere rappresentativo. Pertanto, quando si raccolgono notizie inerenti al proprio regime alimentare, prima di provare quanto proposto sulla propria pelle, è fondamentale fare attenzione sull’effettiva attendibilità della proposta stessa, considerando molte variabili, tra le quali, ad esempio, la plausibilità del campione considerato, qualora sia citato uno studio, o la reale esistenza dell’autorità indicata come responsabile di quanto proposto, nell’articolo che si sta leggendo.