A woman poses with a locust between her teeth at a discovery lunch in Brussels

Il consumo di cibo e le abitudini alimentari sono cambiate nel corso del XX secolo. In futuro, a causa del cambiamento climatico i semi di grano, mais e riso potrebbero scomparire. Con il riscaldamento globale, infatti, le regioni più meridionali diventeranno sempre più aride e le colture si sposteranno verso le aree più fresche del nord. Al nord, però, le piante è vero che non rischieranno la siccità, ma le alluvioni si, rendendo a loro volta i terreni settentrionali meno fertili. Inoltre, siccità ed alluvioni, farebbero aumentare il prezzo degli alimenti base. L’ aumento dei prezzi rappresenterebbe un colpo mortale per i più poveri della Terra. Gli scienziati dell’Onu, nell’ ultimo rapporto Ipcc sul clima, sostengono che se la temperatura aumenta più di 3 gradi, i raccolti scendono. Dunque, nel 2050, bisognerà raddoppiare la produzione mondiale di cibo, ridurre e gestire diversamente gli sprechi e sperimentare generi alimentari alternativi. Le condizioni metereologiche estreme negli Stati Uniti ed altrove sono un preavviso di come sarà il nostro sistema alimentare in un futuro mondo surriscaldato. Nel Bel Paese, avremo consumi alimentari più semplici, affiancato dalla tendenza di recuperare scarti da cucina del giorno prima. Non più cibo di massa, la nostra cucina sarà sempre più low- cost è più attenta alla salute dell’ individuo. In poche parole, meno quantità, ma più qualità. Per la FAO, con le innovative pratiche agricole, la coltura del XXI secolo, sarà la manioca, una coltura molto versatile. Una ragione che spiega l’ aumento della sua domanda è l’ attuale prezzo sostenuto dei cereali, rendendolo un’ alternativa valida al grano e al mais, in quanto può essere trasformata in una farina di alta qualità. Non solo, la robusta e resistente manioca sarà la meno colpita dall’ avanzare del cambiamento climatico. Sempre secondo la FAO, il consumo degli insetti, sarà indispensabile per salvare il pianeta e per combattere la fame nel mondo. Essi sono abbondanti, grazie alla loro facilità di riproduzione e sono una preziosa fonte di proteine e sali minerali. Dunque, i cibi del futuro saranno, soprattutto, alghe, insetti e carne sintetica.