sinestesia4

È stata approfondita, in precedenza, l’origine ed il significato del termine sinestesia e l’interazione tra i sensi che a questa sottende. Alla nascita tutti sono “sinesteti”, ed è solo dopo alcuni mesi di vita che si iniziano a distinguere gusto, vista, udito, tatto ed olfatto. Tuttavia, la sinestesia può dipendere anche da fattori appresi: un vino sembra più fruttato se la sua colorazione è di un rosso intenso. Tuttavia, ciò dipenderebbe dall’esperienza, che fa associare il rosso della frutta matura con il suo odore tipico. Quali che siano le cause della sinestesia, è ormai riconosciuto come questa sia parte integrante del modo di percepire la realtà. Ecco, più nello specifico, alcuni tipi di sinestesie:

  • Colore-aroma. Un colore intenso e vivace tende a far percepire anche l’odore come più intenso. Solitamente, il rosso rafforza i profumi fruttati, il giallo e l’arancio gli agrumati, il verde i vegetali;
  • Colore-gusto. Il rosso rafforza il dolce mentre il verde rafforza l’acido;
  • Udito-tatto. I suoni sono strettamente interconnessi alle proprietà tattili dei cibi, per cui, ad esempio, la croccantezza viene valutata, per buona parte, attraverso l’orecchio interno;
  • Udito-olfatto. Apparentemente, tra questi due sensi sembra esserci solo un rapporto di antagonismo. Tuttavia il rumore, le voci e la musica tolgono attenzione all’olfatto ed è per questo motivo che, in un ristorante rumoroso, i piatti sembreranno meno appetitosi;
  • Udito-gusto. È emerso come, con le orecchie tappate, sia più difficile riconoscere i gusti: in assenza di segnali uditivi la riconoscibilità del sapore dolce del saccarosio e del salato del cloruro di sodio è alterata e più difficoltosa;
  • Tatto-gusto. Le interazioni tra questi due sensi sono davvero molteplici. L’acido e l’astringente, ad esempio, si rafforzano a vicenda, dato che nell’esperienza comune entrambi sono riscontrabili nella frutta acerba;
  • Gusto-olfatto. determinati aromi fanno percepire cibi e bevande più dolci, più amari o più acidi.

La relazione tra il regime alimentare e piacere estetico sono strettamente interconnessi tra loro, tanto da dare origine ai cosiddetti “banchetti sinestetici”. Anche in cucina, i cinque sensi vogliono la loro parte ed è per questo che sta sempre più spopolando la nuova arte del ricevere a tavola, caratterizzata da creatività, eclettismo e mescolanze: dalle rivisitazioni barocche al neominimalismo fino alla tecnologia, la tendenza è fare ciò che si vuole, inventare tavole armoniche e divertenti, anche attraverso l’uso di materiali diversi ed innovativi. Così, anche i tessuti delle tovaglie possono essere hi-tech, oppure estremamente elaborati, in omaggio ai grandi sfarzi del Rinascimento, quando le tavole venivano imbandite su tappeti orientali. Il banchetto sinestetico diventa, allora, un’occasione dove sapori, aromi, colori, musiche e rumori devono essere coordinati, per creare una perfetta armonia, rendendo così la cucina uno dei principali ambienti in cui poter vivere un’esperienza sinestetica a 360 gradi.