I batteri “facchini” che trasportano le particelle

La scoperta, a carico dei ricercatori dell’università La Sapienza di Roma in collaborazione con l’Istituto per i processi chimico-fisici del Cnr, è stata svelata su Nature Communications:  i “batteri facchini” sono dei batteri a trasportare un carico di cellule e componenti, grazie alla costruzione di millesimali “magazzini di stoccaggio” in cui far lavorare i batteri.

Come spiegano gli studiosi, si tratta di circondare le aree target con mura perimetrali asimmetriche: i questo modo i batteri possono “spingere” le particelle in una direzione specifica e concentrarsi in pochi minuti all’interno di un’area target.

Uno dei vantaggi di questa tecnologia è quello di non richiedere nessun campo di forza esterno, tutto il lavoro necessario viene svolto in completa autonomia dai batteri presenti all’interno del microdispositivo.

In futuro la scoperta potrebbe dunque rivoluzionarie le tecniche di indagine e diagnosi consentendo di svolgere processi chimici e biomedici tramite chip in maniera rapida ed economica.