hiroshima2 Esattamente 70 anni fa, il 6 agosto 1945, alle 8.15 del mattino, fu sganciata su Hiroshima il primo ordigno atomico a uso bellico della storia; un bombardamento che segnò la fine della Seconda Guerra Mondiale e inaugurò l’era della paura nucleare. Ai gravissimi effetti immediati (80.000 morti e quasi 40.000 feriti, più 13.000 dispersi) si aggiunsero negli anni successivi gli effetti delle radiazioni, che portarono le vittime a quota 250.000. Tre giorni dopo, il 9 agosto, una seconda bomba atomica rase al suolo pure Nagasaki costringendo il Giappone, il giorno 15, alla resa. La guerra finisce ma le sue conseguenze durano ancora oggi. Settant’anni dopo, Hiroshima e Nagasaki restano il manifesto più potente dell’atrocità della guerra. Si tratta di due eventi di indescrivibile sofferenza se si pensa che ancora oggi gli ospedali giapponesi curano i sopravvissuti. Gli effetti e le conseguenze dell’esplosione non furono tutti subito chiari. Oltre alle macerie causate dalla forza d’urto dell’esplosione e dal fuoco divampato a causa del forte calore furono le radiazioni l’incognita principale. L’esplosione lasciò radiazione residua nel suolo per un lungo periodo. Penetrando profondamente nel corpo umano, queste danneggiavano cellule, alterarono il sangue, diminuirono la funzione di generazione del sangue, danneggiarono i polmoni, fegato e altri organi. Ogni guerra oltre a essere una catastrofe umana ed economica è anche un disastro ecologico: animali, piante e boschi distrutti, corsi d’acqua e aria inquinati, terra avvelenata dagli inquinanti delle bombe. L’industria nucleare provoca un inquinamento specifico, caratterizzato dalla contaminazione dell’atmosfera, del suolo e delle acque continentali e marine dovuta ad elementi radioattivi. Nel mondo ci sono ancora quasi 16mila ordigni nucleari, una vera e propria minaccia per l’umanità. Bisognerebbe dire basta ad una tecnologia le cui applicazioni massive (eccetto quelle mediche) non sono in grado di essere gestite e controllare nell’attuale stadio delle conoscenze scientifiche.