condizionatori

L’estate ormai è nel vivo e milioni di italiani hanno iniziato ad accendere in modo compulsivo i condizionatori d’aria. Il simbolo di questa estate poco ecologista sembra essere proprio il condizionatore. Il nostro bisogno di dipendenza da questo oggetto è infatti sempre più forte. A scuola, in ufficio, sui treni: la guerra per l’aria fresca sta facendo impazzire il Paese. E’ la stessa estate in cui, dalle pagine di Laudato Si’, l’enciclica di Papa Francesco, si esorta a un’ecologia integrale.

Se l’aria condizionata può essere utile per fronteggiare le alte temperature, bisogna ricordare che si tratta una soluzione molto poco sostenibile sia dal punto di vista energetico che di inquinamento ambientale. Spesso e volentieri, per praticità, ci si dimentica che il condizionatore non è l’unica soluzione al caldo. E anzi, è la soluzione più inquinante perché l’apparecchio consuma un sacco di energia elettrica, traducibile in emissioni. Specialmente se utilizzato più del dovuto e con noncuranza. Per aiutare l’ambiente è quindi importante ricordarsi di utilizzarlo solo quando è veramente necessario. Bisogna sottolineare, però, come i condizionatori non siano, di per sè, prodotti inquinanti, poiché sono progettati e prodotti nel massimo rispetto dei più elevati criteri di sicurezza e igiene, bensì il fatto che sia una loro sbagliata o insufficiente manutenzione e pulizia a renderli pericolosi in tal senso.

Proprio per questo motivo, da alcuni giorni sta girando una notizia secondo cui il Governo avrebbe messo una tassa sui condizionatori. La notizia, diffusa in questo modo, è falsa perché non si tratta propriamente di una tassa ma di un controllo periodico che, tuttavia, non è per tutti ma solo se l’impianto supera un certo valore. Tutto parte dalla necessità per l’Italia di adeguare la legislazione nazionale a una direttiva europea che tutela l’ecosistema limitando l’immissione di anidride carbonica nell’atmosfera.