Alla ricerca dell'alimentazione

La conoscenza delle usanze e dei cibi utilizzati dall’antichità ai giorni nostri sono sempre stati oggetto di molte ricerche da parte dell’uomo moderno. Oggigiorno, grazie a nuove tecniche scientifiche e una grande quantità di testimonianze illustrative e scritte, è possibile ripercorrere alcune tappe che hanno permesso di fare luce su quella che è stata l’alimentazione di una data popolazione e modificare se non riscrivere per intero le conoscenze fino a ora ritenute fondate. Bisogna però ricordare che non sempre la ricerca è stata semplice e certa: le illustrazioni non possono essere sempre prese come verità assoluta visto che fin dall’antichità il legame tra cibo e Dio, cibo e vita ultraterrena, cibo e aspetto simbolico hanno portato alla rappresentazione di situazioni non veritiere o più attinenti a un certo modo di pensare invece che alla verità oggettiva. Per citarne un esempio, nel mondo Egizio le rappresentazioni sceniche di ricchi banchetti a base di pane, legumi, ortaggi, birra, carni e pesci, verdure e frutti erano destinati solo al Faraone. Analizzando le testimonianze scritte ci troviamo di fronte a problemi molteplici maggiormente per quello che riguarda la Grecia classica in quanto il tipo di alimentazione rappresentava uno “status” della gerarchia della popolazione: i ricchi, gente di intelletto mangiavano solo carne e pesce, mentre alla prole erano destinati legumi, pane, verdure e frutta. Questo significato del cibo, più simbolo di classe che alimento, non ha mai permesso di elaborare un’attinenza oggettiva dello stesso al vero modo di alimentarsi dei Greci. Le nuove tecniche scientifiche hanno però permesso di apportare nuove conoscenze e nello stesso tempo confermare teorie preesistenti. E’ stato verificato mediante la rivelazione di alcuni metalli presenti in traccia nell’osso, il tipo di alimentazione in alcune indagini paleonutrizionali. Usando lo stronzio come marcatore e rintracciando la quantità di tale elemento nelle ossa è stato possibile trovare la percentuale di cibi vegetali assunti dal soggetto di ricerca. Sommando i dati dello stronzio con quelli di un altro marcatore, lo zinco, la cui principale fonte alimentare è costituita da carne rossa, pesce, latte e derivati è stato possibile arrivare ad una maggior conoscenza di quelle che erano le caratteristiche dell’alimentazione del paleolitico: vegetale (di raccolta) e animale (di caccia). Gli importanti dati ottenuti hanno, da un lato portato alla risoluzioni di alcuni quesiti, dall’altro hanno dato la possibilità di usare questa tecnica come strada per nuove prospettive di studio avvalorando idee e teorie relative ad altre ricerche alimentari in corso.