Un team ricercatori italo-americano di , coordinati da Andrea Savarino dell’ Istituto superiore di Sanità, ha aggiunto alla terapia antiretrovirale due farmaci, l’auranofin, un composto a base di sali di oro già conosciuto, e per la prima volta la butionina sulfossimina, un agente chemiosensibilizzante (Bso), ottenendo così nei macachi usati come modello della malattia (il più vicino all’Aids umano), dopo un periodo di sospensione della terapia, una remissione della patologia.

 

Un cocktail di farmaci avrebbe così  curato in via definitiva l’Aids in macachi: il mix, i classici antiretrovirali più due altri principi attivi, hanno permesso la formazione di nuovi linfociti non infettati dal virus e perfettamente funzionanti.

«Risulta evidente – osserva Iart Luca Shytaj, collaboratore di Savarino  – come una branca specifica del sistema immunitario venga stimolata dall’aggiunta di Bso al cocktail di farmaci e possa eventualmente mimare un’ autovaccinazione contro il virus». «Monitorando i macachi – afferma Savarino – ben presto abbiamo potuto constatare che le nuove cellule immuni respingevano con forza il virus, riportando così le scimmie in perfetta salute». I ricercatori stanno ora programmando l’inizio di un trial clinico nei primi mesi del 2014.